Plusvalenza immobiliare: calcolo e tassazione

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plusvalenza immobiliare

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Della possibilità di fare affari con il mattone e dei vantaggi legati a questa scelta si torna a parlare spesso. Si parla anche delle difficoltà, che comprendono per esempio la plusvalenza immobiliare.

Se stai pensando d’investire in immobili e vuoi sapere qualcosa di più in merito, seguici nelle prossime righe e leggi la guida che abbiamo preparao per te partendo dai concetti base.

Per renderla più fruibile e per consentirti di scegliere gli argomenti che più t’interessano, l’abbiamo divisa in comodi paragrafi.

Plusvalenza immobiliare 2017: di cosa si tratta?

Cos’è la plusvalenza immobiliare? Per capirlo isoliamo il primo dei due termine. Quando si utilizza questa parola si inquadra semplicemente la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un bene.

Nello specifico contesto immobiliare si parla di case. In alcuni casi, legati nello specifico alle operazioni speculative, questo valore è tassato. A livello fiscale, la cosiddetta plusvalenza altro non è che il guadagno che un soggetto ottiene quando vende un immobile.

I principali riferimenti normativi per capire come gestire la tassazione sono gli articoli 67 e 68 del TUIR. Da ricordare in particolare è il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, che specifica che, come già ricordato, le plusvalenze sono soggette a tassazione solo quando la compravendita ha fini meramente speculativi.

Come capirlo? Rispondiamo a questa domanda chiamando in causa alcuni parametri individuati dal legislatore. Ecco quali sono:

  • Immobile venduto acquistato o costruito nei 5 anni precedenti
  • Immobile venduto non pervenuto al proprietario tramite successione
  • Immobile presso il quale il proprietario non ha mantenuto la propria residenza per la maggior parte del tempo intercorso tra l’acquisto e la vendita

Plusvalenze immobiliari: casi in cui non vengono applicate

Per avere un quadro completo relativo alla plusvalenza immobiliare, è il caso di capire anche quando non viene applicata. Ecco tutti i casi da considerare:

  • Immobile acquisito per donazione
  • Immobile presso il quale il proprietario o i suoi familiari hanno abitato per più della metà del tempo passato tra l’acquisto e la vendita

Plusvalenze immobiliari tassazione: come determinare le imposte

Quando un proprietario deve pagare le tasse sulla plusvalenza immobiliare, ha davanti a se due soluzioni. La prima consiste nel calcolare la plusvalenza effettiva e nell’inserirla sotto la voce “altri redditi” della dichiarazione annuale. Si procede poi al pagamento delle aliquote IRPEF.

La seconda alternativa consiste nel chiedere in sede di rogito l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 20%. La suddetta somma va pagata al momento del rogito. Il notai si ocupa poi di versare il dovuto al momento della registrazione telematica dell’atto.

Non è possibile ricorrere alla seconda opzione dopo la chiusura del rogito. Per concretizzarla è inoltre necessario che facciano richiesta tutti i venditori.

Torniamo un attimo al primo caso e facciamolo ricordando che, in casi di plusvalenza immobiliare tassata a fini IRPEF, i riferimenti vanno inseriti nel quadro D del 730 o nel quadro RL del modello Redditi PF.

Plusvalenza e migliorie sull’immobile: come funziona la tassazione?

Un caso degno di approfondimento è quello del proprietario che acquista un immobile a fini speculativi dopo aver messo in atto delle migliorie regolarmente registrate. Le somme in merito possono essere sottratte dal calcolo della plusvalenza.

Le imposte, quindi, devono essere versate considerando il risultato della sottrazione tra la plusvalenza e le spese effettuate per migliorare lo stato dell’immobile. I lavori effettuati sullo stesso non possono essere considerati come operazioni ordinarie di manutenzione. Se il proprietario che ha effettuato i lavori si è avvalso delle detrazioni a fini IRPEF, ha la possibilità di mantenere i suddetti vantaggi fiscali dopo la vendita?

In caso di trasferimento per atto tra vivi dell’unità immobiliare, per le quote di detrazione non godute dal proprietario subentra l’acquirente. Da ricordare è che è tutto spalmato in un lasso di tempo di dieci anni.

Le parti possono accordarsi con l’obiettivo di evitare tale subentro. Se manca il suddetto accordo, le detrazioni non godute spettano automaticamente all’acquirente.

Da non dimenticare è la possibilità di considerare anche le spese notarili tra le voci da stornare in sede di calcolo della plusvalenza immobiliare.

Plusvalenza sui terreni edificabili: bisogna pagare tasse?

Si parla di plusvalenza immobiliare e d’imposte dovute su questo valore nel caso dell’acquisto d’immobili a fini speculativi. Cosa si può dire, invece, sull’acquisto di terreni? Che se sono edificabili bisogna pagare la tasse sulla plusvalenza esattamente come accade con gli immobili.

Conclusioni

Il mercato immobiliare è sempre un punto di riferimento importante per chi vuole investire. Farlo informandosi degli oneri fiscali da sostenere, tasse sulla plusvalenza immobilire comprese, è la soluzione migliore per evitare brutte sorprese.

Cosa pensi di questi consigli? Hai già avuto esperienza con il trattamento fiscale della plusvalenza immobiliare? Raccontacela nei commenti!

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