Tasse libero professionista e regime dei minimi: come pagarne meno

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tasse liberi professionisti
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Come pagare meno tasse da libero professionista

Com’è ben noto chi svolge un’attività di tipo professionale ha l’obbligo di provvedere all’apertura della Partita IVA e presentare il cosiddetto modello AA9 all’Agenzia delle Entrate, un documento che attesta l’avvio della propria attività.

Discorso a parte, invece, per le ditte individuali, che sono tenute ad adempiere ad un diverso modus operandi per la regolarizzazione col fisco, e per i liberi professionisti che effettuano prestazioni occasionali, nel caso in cui il reddito maturato non superi i 5.000 euro annui.
Fatta questa premessa, di seguito sono citati i diversi regimi fiscali con cui operano i liberi professionisti, con qualche esempio sul calcolo delle tasse.

I regimi fiscali per i liberi professionisti

In seguito alla comunicazione del proprio codice ATECO all’Agenzia delle Entrate, ossia un codice identificativo atto ad individuare il tipo di attività svolta, bisogna comunicarle anche il regime fiscale al quale si intende sottostare. Scegliere il regime fiscale più idoneo alle proprie esigenze è un’operazione molto delicata, che va fatta in modo ragionato se non si vogliono pagare più tasse del dovuto.
A tal proposito, di seguito sono elencati i regimi fiscali che è possibile applicare alla propria professione, i requisiti e la percentuale di tasse da pagare.

– Nuovo regime dei minimi: sostituito al vecchio regime dei minimi, il nuovo regime prevede il pagamento di un’unica aliquota forfettaria pari al 15% e si applica solo ai lavoratori con un reddito pari o inferiore ai 15.000 euro annui.

tasse liberi professionisti
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Le tasse previste dal regime dei minimi: “imposta sostitutiva di Irpef ed Irap e addizionali regionali e comunali al 15% sul reddito. Se i ricavi superano le soglie fissate per il tipo di attività, il contribuente viene escluso dal regime agevolato e passa al regime ordinario.” Esse si calcolano in base al fatturato annuale, come l’esempio seguente:
Un lavoratore indipendente che guadagna 9.000 euro all’anno, e con un ipotetico coefficiente di redditività pari al 70%, avrà un imponibile di circa 6.300 euro, ai quali saranno detratti il 15% dell’aliquota forfettaria. Il totale da pagare risulterà, quindi, di circa 950 euro.

Al superamento dei 15.000 euro di reddito, il proprio regime passerà automaticamente a quello ordinario.

– Regime ordinario: valido per tutti i liberi professionisti il cui reddito risulti superiore a 30.000 euro e che per tale motivo non possono applicare il regime dei minimi.

Le tasse previste dal regime ordinario: “tassazione con aliquota Irpef al 23%, aliquote delle addizionali regionali e comunali (pari a circa il 2,06%) e l’aliquota Irap (per il 2013 pari a circa il 4,19%)”.

Esse si calcolano in base al fatturato annuale, come l’esempio seguente: un lavoratore con un reddito stimato di 40.000 euro dovrà adempiere al pagamento delle seguenti tasse:
– Irpef: 9.200 euro;
– Tasse regionali e comunali: 824 euro;
– Irap: 1.676 euro;

Il totale delle tasse da pagare, quindi, ammonta a 11.700 euro.

Pagare meno tasse: è possibile?

Seppur non esiste un metodo vero e proprio per pagare meno tasse, esistono alcuni escamotage per ridurre il proprio carico fiscale. Questi, però, possono essere sfruttati solo da coloro che operano nel regime ordinario, poichè in quello minimo non vi sono nè spese deducibili nè quelle detraibili.

Di seguito sono elencati alcuni modi per ridurre il reddito imponibile (quello con il quale si esegue il calcolo delle tasse):

– Scegliere un regime fiscale adeguato, ossia che meglio si adatta alle proprie esigenze.
– Conoscere nello specifico tutte le spese deducibili e detraibili. In questo modo è possibile calcolare un reddito imponibile preciso e al netto di tutte queste spese. Tutte le spese detraibili e deducibili sostenute, infine, dovranno essere documentate con le fatture e le ricevute, che andranno fatte visionare dall’Agenzia delle Entrate in caso di controlli.
– Investire nella pubblicità o sponsorizzare la propria attività: quando si ha un reddito imponibile piuttosto elevato un azione molto vantaggiosa è quella di pubblicizzare la propria attività, abbassando così il proprio reddito e allo stesso tempo ottenere un buon ritorno monetario.
– Effettuare investimenti in leasing, dato che i canoni di leasing in merito all’acquisto di uno o più beni sono tutti deducibili.

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