TAEG: cosa indica e come calcolarlo

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Grazie al web è oggi molto più facile scegliere un prestito e richiederlo, presentando l’istanza direttamente online grazie alla possibilità di caricare sui siti web i documenti d’identità e quelli di reddito.

Per trovare il prodotto migliore per le proprie esigenze bisogna però passarne in rasssegna diversi e comprendere il significato di alcune voci. Una di queste è il TAEG.

La voce in questione riveste una grande importanza e permette di capire se ci si trova davanti a un prodotto davvero conveniente.

Prima di entrare nel dettaglio tecnico delle sue caratteristiche, è bene ricordare che la voce in questione non contribuisce in alcun modo al calcolo delle rate.

Si tratta di un mero indicatore che, come appena ricordato, ha valore comparativo e permette di riconoscere in maniera molto rapida la soluzione più conveniente tra più prestiti o più mutui.

Se vuoi sapere qualcosa di più in merito e stai cercando informazioni, seguici nella guida che abbiamo creato.

Per renderla più fruibile l’abbiamo divisa in paragrafi. In questo modo potrai scegliere i temi che più ti interessano.

TAN e TAEG: cosa sono? Quali sono le differenze?

Non si può parlare di TAEG se prima non si approfondisce il significato dell’acronimo TAN. Sciolto sta per “Tasso Annuale Nominale”. Si tratta dell’interesse puro applicato al singolo prestito. Per fare un esempio immaginiamo la richiesta di un prestito di 1.000 euro con TAN del 5%. Alla fine del piano di ammortamento il cliente dovrà versare la suddetta cifra maggiorata del suo 5%, ossia 1.200 euro.

Questa eventualità è possibile solo se si ripaga il debito in una sola rata. Se il numero delle rate sale, il tasso effettivo aumenta di conseguenza. Tale quadro, che rappresenta la quasi totalità dei piani di rimborso, è un vantaggio prima di tutto per il finanziatore. Il soggetto in questione ha infatti la possibilità di cominciare subito a incassare gli interessi. Anche per chi ha contratto il debito è vantaggioso ripagare in questo modo, in quanto è possibile dilazionare le spese.

In situazioni di questo genere non viene toccato il tasso nominale. Ad essere interessato dalla dilazione dei pagamenti è però il tasso effettivo. La differenza tra le suddette voci aumenta in maniera proporzionale alla crescita del tasso e al numero di rate pagate dal debitore.

A questo punto si può parlare di TAEG. Iniziamo a dire che l’acronimo sta per “Tasso Effettivo Annuo Globale”.

il valore in questione tiene conto di diversi fattori. Tra questi è possibile ricordare i periodi durante i quali il cliente effettua il rimborso. Da includere sono anche spese obbligatorie quali gli oneri d’istruttoria, le spese di gestione della pratica e l’imposta di bollo.

Si parla quindi del dato che ci permette di capire il vero costo del prestito. Sul suo calcolo incidono anche voci come le spese d’incasso. Non sono invece da includere i bolli statali e le commissioni di massimo scoperto.

TAEG normativa: quali sono i riferimenti? Cosa dicono?

Attorno alle caratteristiche del TAEG ci sono dei precisi riferimenti normativi. Il principale è la direttiva 2014/17/UE. Questo testo normativo fornisce riferimenti chiari in merito alla formula di calcolo del TAEG. Le indicazioni sono vincolanti e sono le medesime per tutti i Paesi UE.

Per entrare nel vivo della situazione italiana, è bene ricordare che il primo riferimento normativo che ha nominato il TAEG è  Deliberazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio n. 10688 del 4/03/2003. Il punto preciso da considerare è il comma 2 articolo 9.

Da segnalare è anche la successiva direttiva europea EU 2008/48/CE, che ha stabilito che nel calcolo del TAEG debbano essere incluse anche le spese relative al conto corrente d’appoggio presentato al momento della richiesta del finanziamento.

Per sintetizzare quanto appena espresso, è possibile dire che il TAEG di un finanziamento o di un prestito è dato dalla somma tra il TAN e le spese accessorie. In questa definizione è possibile includere gli oneri d’istruttoria, le spese di gestione della pratica, i bolli e tutto quello che comporta la gestione del conto corrente.

Formula calcolo TAEG: cosa dice?

Entriamo ora nel vivo delle indicazioni per il calcolo del TAEG. A tal proposito è necessario che il cliente trovi il tasso d’interesse che permette di eguagliare la somma concessa in prestito con l’ammontare che il debitore è tenuto a restituire alla fine del piano di ammortamento.

Grazie a tale calcolo, il cliente ha la possibilità di avere come riferimento un unico indicatore. Il valore in questione ingloba sia il tasso effettivo d’interesse, sia le spese accessorie.

Tra queste non bisogna comprendere gli oneri assicurativi facoltativi.

Cosa pensi di queste indicazioni? Ti sono state utili? Dicci la tua nei commenti!

 

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