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Sismabonus al 110% nel Decreto Rilancio, come ottenerlo

Il Sismabonus è tra le misure del Decreto Rilancio approvato a maggio dal Consiglio dei Ministri. Si tratta di un vero e proprio Superbonus al 110%, per supportare gli interventi di riduzione (di due classi di rischio) e la stipula di un’apposita polizza assicurativa che dia copertura in caso di calamità naturali, come un terremoto.

Sismabonus al 110% e detrazioni fiscali

La richiesta dell’agevolazione dovrà essere supportata da quanto dichiarato e documentato da dei tecnici specializzati, quindi vediamo di capire meglio quali interventi rientrano nel Sismabonus e come ottenere l’agevolazione.

Gli interventi che possono essere coperti al 110% sono quelli che andranno ad aumentare la resistenza sismica della struttura, migliorandone la classe di rischio. Con la scalata delle classi di rischio va detto poi che si avrà modo di accedere alle relative detrazioni fiscali.

Sismabonus: quali lavori sono coperti dalla misura

Esistono precise linee guida che spiegano come accedere al Sismabonus e sono contenute nel D.M. del 9 gennaio 2020, queste linee guida supportano la classificazione del rischio sismico, spiegando anche quali tipologie di intervento permettono di ridurre efficacemente le vulnerabilità di un edificio.

Gli interventi previsti dal Sismabonus sono quelli definiti come locali, si dovrà procedere ad una valutazione del rischio sismico, affidandola ad un tecnico abilitato, che potrà poi optare per diversi approcci, per andare a studiare le più efficaci soluzioni che possano  migliorare la risposta sismica dell’edificio, aumentandone la classe di rischio, in modo più o meno rilevante.

Nel caso di strutture già danneggiate da un evento calamitoso, si dovrà andare a ripristinare la configurazione precedente al danno subito per poi migliorare le caratteristiche di resistenza (o flessibilità) delle parti o degli elementi danneggiati.

Andranno previsti e impediti eventuali meccanismi di collasso e si potrà intervenire globalmente o su uno specifico elemento o una porzione (anche molto limitata) dell’edificio. Rientrano negli interventi coperti dal Sismabonus al 110% i lavori di sostituzione o rinforzo di solai e coperture, i collegamenti tra elementi orizzontali e verticali, la cucitura di eventuali fessurazioni, interventi sul degrado materico, l’inserimento di tiranti, ecc. Si dovrà sempre verificare che il solaio sia sufficientemente rigido e sia ben connesso a tutte le pareti perimetrali.

Le soluzioni attuabili per i vari interventi sono molteplici, a seconda del contesto e delle specifiche esigenze di conservazione della struttura.

Chi può accedere al Sismabonus

Il legislatore ha previsto che al Sismabonus al 100% possano accedere, come per l’Ecobonus i proprietari di immobili ad uso di prima casa (abitazione principale), siano esse singole unità immobiliari o parti di un condominio.

Possono poi richiedere il Sismabonus anche gli Istituti autonomi delle case popolari (Iacp) per interventi su immobili di loro proprietà o da loro gestiti. Il Sismabonus rappresenta una interessante opportunità anche per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, che potranno beneficiarne su immobili di loro proprietà e che sono stati assegnati ai propri soci.