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Misure straordinarie lavoro Coronavirus: cosa spetta a imprese e lavoratori – Decreto Marzo

Misure straordinarie lavoro Coronavirus… Il Governo finalmente si è mosso. Il 16 marzo il presidente del Consiglio Conte, il ministro dell’Economia Gualtieri e la ministra del Lavoro Catalfo hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale hanno esposto le misure per contrastare la crisi economica e le difficoltà finanziarie causate dal coronavirus.

Una manovra, questa, che si attendeva ormai da qualche giorno, come minimo dal decreto Italia Zona Protetta, che ha prima fortemente limitato e poi sospeso le attività commerciali (e non solo).

Gli italiani stanno fronteggiando due nemici. Uno è invisibile, pericoloso, a tratti mortale: il coronavirus. L’altro crea angoscia e rievoca lo spettro della povertà: il calo drammatico, per alcuni totale, delle entrate.

Quali misure ha messo il campo il Governo? Daranno alle imprese, ai lavoratori e ai professionisti ossigeno sufficiente per sopravvivere anche economicamente all’emergenza sanitaria? Cerchiamo di rispondere in questo articolo, dove elencheremo le misure più salienti.

Il decreto Cura Italia per far fronte al Coronavirus

Di certo al Governo non manca la creatività, quando c’è da trovare un nome ai decreti. L’ultimo, di natura quasi esclusivamente economica, è stato chiamato Cura Italia. Certo fa ben sperare. Nell’attesa di capire se la speranza rischi di essere tradita, parliamo un po’ di numeri.

Ebbene, il decreto stanzia 25 miliardi di euro, e lo fa per spese più o meno immediate. Il ministro dell’Economia Gualtieri ha infatti rivelato che il “nome di lavoro” del provvedimento è Decreto Marzo. Ciò significa che siamo di fronte a un primo passo, al quale ne seguiranno altri.

Ad ogni modo, alcuni hanno accolto questa cifra con scetticismo e una punta di delusione. D’altronde, la Germania ha promesso 550 miliardi (per ora si tratta solo di una promessa, in quanto il governo tedesco non ha decretato). Tuttavia, il Governo italiano ha specificato che questi 25 miliardi movimenteranno un flusso di 300 miliardi, che come numero si avvicina a quello tedesco.

Nelle misure straordinarie lavoro Coronavirus, ovvero nel decreto, c’è un po’ di tutto. In particolare, aiuti di natura fiscale, finanziaria ed economica per tutti gli attori sociali ed economici in ballo: imprese, professionisti, dipendenti e famiglie. Ci sono anche degli stanziamenti importanti per il comparto sanitario, che oggi più che mai ha bisogno di personale, visto il numero crescente di contagi.

Di seguito, presentiamo alcuni dei provvedimenti più interessanti del Decreto Cura Italia.

Buste paga e coronavirus: cosa succede?

I dipendenti hanno temuto, e forse temono tutt’ora, di perdere il lavoro. Il rischio era (o è) di essere licenziati per l’impossibilità, da parte del datore di lavoro, di pagare gli stipendi; o magari per il fallimento dell’impresa stessa. Ebbene, le misure straordinarie lavoro Coronavirus scongiurano questa evenienza. Principalmente, attraverso l’ampliamento della Cassa Integrazione.

Tutte le imprese, comprese quelle con un solo dipendente, possono ottenere la Cassa Integrazione. Insomma, gli stipendi sarebbero salvi.

Questa non è la sola misura pensata per i dipendenti. Alcune imprese, infatti, stanno sopravvivendo grazie allo smart working (la maggioranza a dire il vero), mentre altre, come quelle del settore secondario (le fabbriche), impongono ai dipendenti di recarsi al luogo di lavoro. E qui è sorto un problema: come accudire i figli ora che le scuola sono chiuse?

Ebbene, il Governo ha posto la possibilità di accedere a 15 giorni di congedi retribuiti al 50%. In alternativa, è possibile accedere a un bonus di 600 euro per pagare le babysitter, che diventano 1000 se uno dei due genitori è medico o infermiere.

Aspetto da sottolineare, sono stati stanziati 50 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti) per i lavoratori.

Cosa spetta alle partita Iva per il coronavirus

Gli autonomi sono considerati spesso come l’ultima ruota del carro. Tuttavia, le misure straordinarie lavoro Coronavirus riguardano anche loro. La misura più importante è il bonus di 600 euro erogato dall’INPS a tutte le partite Iva che siano iscritte alla Gestione Separata INPS o a una delle casse previdenziali INPS.

L’annuncio a dire il vero ha suscitato alcuni malumori dal momento che alcune categorie non prevedono una cassa INPS (es. avvocati e giornalisti), dunque non è chiaro quale sarà il loro destino.

Un altro capitolo importante è quello delle tasse. Sono sospese per tutto marzo le scadenze delle imprese, es. quelle relative all’IVA e alle ritenute. Le imprese danneggiate direttamente dall’epidemia (es. quelle del trasporto, della ricezione, della ristorazione) possono avvantaggiarsi della sospensione fino al 31 maggio.

Il potenziamento del comparto sanitario per il CoronaVirus

Questo è forse il capitolo più importante di tutti, anche perché riguarda l’intera cittadinanza, per quanto indirettamente. Nello specifico, sono stati destinati 1,15 miliardi per soddisfare il fabbisogno sanitario nazionale. Sono stati destinati anche 1,5 miliardi per il Fondo per le emergenze nazionali istituito presso la Protezione civile.

Inoltre, il personale straordinario vedrà un aumento della paga oraria degli straordinari.

Il Governo ha predisposto anche l’impiego delle strutture e del personale della sanità privata, che sarà a tal proposito remunerato dalle Regioni (attraverso un fondo statale). La misura riguarda tutti i tipi di struttura, sia quelle accreditate sia quelle non accreditate.

Le misure per le famiglie: misure straordinarie Governo per il coronavirus

In parte, abbiamo già parlato delle misure per le famiglie, in riferimento al bonus babysitter. Nella categoria però va inserito anche lo stop ai mutui prima casa per tutte le persone in difficoltà. A tal proposito, sarà necessario dimostrare una perdite di fatturato di almeno il 33% rispetto al terzo trimestre 2019.

Si tratta di una estensione del Fondo Gasparrini, che inizialmente era stato pensato solo per i lavoratori dipendenti, e in particolare per chi aveva perso il lavoro e dunque faceva fatica a pagare le rate del mutuo.

La sospensione dell’invio delle cartelle per il coronavirus

In realtà questa misura non è contenuta del Decreto Cura Italia. Anzi, non si tratta nemmeno di una misura, bensì di una scelta spontanea da parte di un ente della pubblica amministrazione.

Agenzia delle Entrate Riscossione, ovvero l’ex Equitalia, ha infatti dichiarato che sospenderà l’invio di cartelle di pagamento e di altri atti di riscossione per tutta la durata dell’emergenza. Tale sospensione riguarda tutti gli invii, sia quelli cartacei che quelli a mezzo PEC.